Nello studio dei rapporti di coppia, delle relazioni affettive importanti, si usa spesso la metafora della danza.
Si compie una danza, ciascuno ha i propri passi. La danza si compone dei passi che ciascuno dei danzatori compie.
Così, si suggerisce nel percorso terapeutico, che, quando un rapporto non funziona, e si vorrebbe cambiarlo, si possono cambiare i passi della danza.
L'errore comune che un percorso terapeutico mira a far evitare, è quello di pretendere che l'altro "ballerino" muti i propri passi, che solo cambiando entrambi allora la danza cambierà. Ma è un errore.
Se in una danza, anche uno solo dei danzatori cambia i suoi passi, muterà la danza nel suo complesso.
Questo a voler sottolineare che quando qualcosa non va, non ci piace, l'unica cosa su cui possiamo agire siamo noi stessi, che è un compito complesso e mai facile da attuare, ma possibile, talvolta irrinunciabile.
La Scheggia è cambiata nella sua danza con la vita.
Recrimino meno,
invidio meno,
quando necessario mi arrabbio.
Sono molto meno accondiscendente.
E, come ha detto qualcuno, cerco di mantenere uno stupore positivo verso ciò che ho e ciò che accade.
Improvvisamente piccole cose belle iniziano a succedere,
sarà una magia?
sarà che accadevano anche prima ma non le sapevo vedere?
sarà che prima non ero pronta ad accoglierle ed affrontarle e quindi non succedevano?
Forse è poco importante rispondere a questa domanda.
Importante è godermi, dopo la lunga fatica fatta a raggiungerlo, questo angoletto di usuale e quotidiana felicità
