Una amica di una amica
(le solite storie riportate che poi si gonfiano e diventano a mano a mano mezze leggendarie sono le migliori)
ha tradito!
AAAhhh!
Orrore, orrore! Nonchè segreto segreto,
e,
in quanto tale,
praticamente piacevole chiacchiera di pubblico dominio...
Nascono tutte le domande e i commenti del caso:
" ma è sposata! sta in rotta col marito? "
" ma scusa e l'amante chi sarebbe? "
" sposato pure lui? nooo ti pregoo! "
" ma, ma...e dove si sono incontrati in albergo? "
" no, no lascia stare l'albergo a ore che tristezza... "
" si sono visti... credo a casa di un amico..."
" l'amico ha casa libera? "
" pare sia straricco...di case ne ha tre o quattro.."
" cavolo poteva uscire con l'amico allora..."
e via di seguito....
....tra quelli che 'per-carità-io-non-lo-farei-mai!!';
quelli che 'chissà-come-si-sente-adesso-al-posto-suo-non-so-se-sarei-in-grado';
e quelli che 'tutto-sto-frastuono-per-una-scopata-di-straforo?!'
insomma RADIOSERVA a go go!
Chissà alla fine chi ha più ragione tra
i bigotti che si tappano occhi e orecchie
i curiosi nel vorrei ma finora mai capitato
i codardi del potrei ma non oso
o gli abituè che non ne fanno assolutamente un problema...
Sto piena d'angoscia e scoramento in questo periodo.
Non saprei nemmeno bene perchè..
che sia la scheggia che rimbalza sui neuroni dell'angosciamento?
Lo so che dice che non aver mai un amico/a con cui passare le serate, nessun collega per via della natura del lavoro di baby-sitter, e stare isolati per la struttura della città non è solitudine ma indipendenza....
Lo so che specialmente da quando mi sento molto scrittrice e passo il tempo libero a lasciar correre le dita sulla tastiera, questa solitud..ehm indipendenza fa tanto emily dickinson....
però....
m'impantano lo stesso
caro il mio impazzidiario...
ficco i piedi nella melma dello scoramento ardente come se fosse fango di cui s'inzacchererebbero le scarpe nelle pozzanghere, camminando a stento nella fitta nebbia...
"Che sia buona sia paziente, sempre allegra sorridente...."
Come avrete potuto capire
la mia personale visione della vita non è consumistico-spendi-e-spandi,
in parte perchè non me lo potrei permettere,
in parte, e mi piace pensare che sia per la maggior parte,
è che non affezionandosi alle cose, non cercando di ripararle, di riutilizzarle,
mi pare che sia dia poco valore agli oggetti,
alla fatica che si è fatto per ottenerli,
a chi li ha prodotti,
in poche parole
anche alle persone.
Credo che imparare a riciclare sia importante,
anche per riscoprire il valore di tutto ciò che ci circonda.
Questa filosofia di vita mi appartiene talmente tanto
che io stessa mi sono riciclata.
Più volte.
Ero una psicologa
(da qualche parte nella mia mente mi piace pensare di esserlo ancora),
ma mi sono dovuta riciclare come educatrice,
ha funzionato per un po'
poi è stata necessaria una nuova riconversione
e da educatrice,
mestiere che di per sé
(fatta eccezione che ero in nero a lavorare per due lire...ehm euro)
non mi dispiaceva,
dicevo da educatrice
mi sono nuovamente riciclata come baby-sitter.
Sono l'essenza dell'ecologia lavorativa!
L'AMA (che ci ama) sarebbe, ancora una volta, molto ma moooolto fiera di me!
"..non dovrà mai gridar..ma sol giocar...!"
(Chiamando il centralino ospedaliero:)
Scheggiamamma: "Si dice visita uculistica o oculistica?"
Scheggia: "UCU...ccuruccuccucccùùù palomaaaa!!"
Scheggiamamma: "ahò nun posso fa mai un passo farso co te!"
In questi giorni imperversa la notizia sull'immondizia!
Da Napoli a Cagliari.
Come mai non riusciamo a ricavar dalle nostre mondezze qualcosa di buono?
A riciclare nel vero senso della parola? A rimettere in circolo?
Ci sono artisti che utilizzano materiale di riciclo, ma certo è un'inezia,
però ho sentito dire della possibilità di riconvertire l'immondizia in energia col convertitore al plasma
Io penso che sia una filosofia di vita.
Prima che una decisione politica, un fatto di competenze tecnologiche e di organizzazione delle raccolte.
Bisogna sentirsi capaci di attingere da ciò che ci pare esser ormai inutile, trasformarlo e riutilizzarlo.
Attingere al passato per trovare l'energia per affrontare il futuro.
E' una filosofia di vita... almeno per me.
Per esempio: utilizzare gli avanzi di cibo per farne ricette gustose.
Personalmente uso abiti usati. Mi piace sapere che quello che indosso ha una sua storia, che ha vissuto. Tutto questo gli conferisce un energia particolare, me ne approprio.
Trovo che sia economico, ecologico e vintage!
Inoltre ho convertito, non senza fatica, la famiglia scheggia alla raccolta differenziata.
Da diversi anni la carta va con la carta, la plastica con la plastica, il sughero col sughero, i medicinali coi medicinali e le batterie con le batterie. L'esatto opposto dell'abbattimento dei confini e del mescolamento col diverso, che arricchisce, che si auspica invece in campo etnico culturale.
L'AMA (che ci ama) sarebbe fiera di me...
Scheggia: "mamma poi l'hai preso il giornale ?"
Scheggiamamma: "no, mi sono scordata di passare dal giornalista".
Scheggia: "per cosa? per farti intervistare?"
Scheggiamamma:"..."
Scheggia sghignazza rumorosamente.
La Befana arriva da me con anticipo.
Non di molto.
Q.B. come si direbbe in una ricetta di cucina...quanto basta.
Arriva in anticipo di un paio di giorni, con una telefonata.
La telefonata che sono tra i primi tre in un concorso per fiabe.
Lo scorso anno di questi tempi mi stavo ridrogando di fiori, presa com'ero dagli scoramenti dei trentanni, del lavorare a nero per due lire, dal non trovare attività che m'appassionasse davvero.
Poi è successo.
Ho cominiciato a scrivere.
A farlo davvero. Impegnandomi.
Adesso eccomi qua.
A soli 365 giorni di distanza, con all'attivo tante favole, alcune pubblicate in raccolte di fiabe, una pubblicazione personale e il 5 gennaio premiata con il 2° posto ad un concorso letterario.
Un concorso piccino: 3° Concorso fiabe natalizie organizzato dalla onlus Gli amici della Montagna con sede al terminillo.
E così, armata di guantini, sciarpa, cappelletto e doppe calze sono andata in trasferta.
Sono graziose le manifestazioni locali dei piccolo comuni.
Raccolte.
Con il tempo e lo spazio per dar piena soddisfazione anche ad una principiante come me.
Grazie amici della montagna.
E Grazie anche a te cara signora col cappello alla romana, tempismo perfetto! 
Ecco qua,
è cominciato il nuovo anno.
Nessuno si starà chidendo che cappero sarà successo tra il cacciatore e cenerentola nella favola che non vi raccontavano da piccoli.
(e se non ve la raccontavano ci saranno buoni motivi!)
Orbene, i due avventori s'erano avviati alla "Locanda della minestra riscaldata", e questo già la doveva dire lunga. Ma i nostri, di bocca buona, non ci fecero caso. Di bocca buona anzichè no dovette sembrare il buon cacciatore quando, poco dopo le nozze che seguirono a breve la cena, scoprì che cenerentola era in realtà tale bartoluccio castelletti, un travestito, colmo di ormoni, ma non ancora del tutto trasformato, se così si può dire...
Quante sorprese nasconde il matrimonio, ma questa il buon cacciatore proprio non se l'aspettava. Ormai, ma che vuoi fare, uno scandalo? Fu così che, non senza meditare divorzio, infelice e malcontento, proseguì il matrimonio bianco del cacciatore stanco....e leggermente miope!