Eccolo qua.
Non si scappa.
E' arrivato già da un pezzo...ma io avevo voluto fare finta di niente,
avrei voluto poter fare finta di niente...
Sto parlando del caldo, afoso, odioso, come in una città come Roma sa essere
cosa porta con se questa temperatura degna delle sottilette fila e fondi (soprattutto fondi) in un qualunque caldo pomeriggio agostano?
Elementare Watson: un attacco ipervirulento di fancazzismo acuto senza possibilità di scampo.
Non ci sarà vitamina, ventilatore, condizionatore o bibita fredda zuccherina che tenga...
l'energia è andata in villeggiatura!
(probabilmente in una località molto fresca, presumibilmente montana)
La voglia di non fare un emerito ciufolo si impadronirà delle stanche membra conducendo al derelitto scomposto sedersi a terra (perchè il pavimento è più fresco della poltrona) con sguardo vacuo perso nel vuoto, ormai i neuroni sono fuori uso, è scattato il salvavita, prima che tutto fondesse i circuiti si sono chiusi, i ragionamenti sono roba invernale, da fare avvolti in un pullover, sorseggiando una cioccolata calda.
Il sistema si è surriscaldato e si è spento per evitare il peggio.
Quel che resta è un'apatia forzata dall'impossibilità di intraprendere una qualsiasi attività che implichi uno sforzo maggiore dallo stare seduto a guardare nel vuoto, pena la perdita di ettolitri di acqua sotto forma di sudore... (da qui nasce il poltronismo)
a tutto queto s'accompgna l'occhio semi-spento, semi perchè custodisce la coscienza che prima o poi arriverà l'autunno, spento per la noia dovuta all'apatia forzata. (per questo il poltronismo è decadente...)